sabato 3 gennaio 2009

Ushuaia

Ushuaia


La citta' piu' a sud del mondo (anche se in realta' ci sarebbe la questione cilena di Puerto Williams che pero' fa parte di una riserva naturale, ha 4 case in croce e poca voglia di gareggiare per il primato) si presenta fredda, ventosa e piovosa...piovosa di una pioggia dura e punitrice.
Purtroppo arrivo a constatare in fretta che non e' un granche' mistica: negozi di materiale sportivo, di abbigliamento, di artigianato commerciale, di souvenir, agenzie di viaggio, hotel e night club (si' perche' qui vanno i night club al motto di: che ti frega, tanto siamo alla fine del mondo!).
Be'....sempre meglio che i biliardi di esquel o le scuole di lotta di bariloche (lo sapesse boccadoro...).
Comunque sono stanco e malinconico e ho voglia di fermarmi qualche giorno, di riposare un pochino.
Un bel pub irlandese che suona buona musica (da Bob Marley, agli UB40, INXS e tanto altro) diventa un confortevole rifugio dal freddo esterno.
Il tempo non ha intenzione di essere clemente e cosi' mi ritrovo a trascorrere diverso tempo nella grande cucina comune dell'ostello: leggo, scrivo, guardo insieme ad un gruppo di ragazzi israeliani il finale di uno strano film credo francese.
Lei in fin di vita viene operata, lui in crisi tenta di suicidarsi sdraiandosi sulle rotaie di un treno, ma viene salvato dal suo asino (si' perche' ho omesso di dire che che la coppia in questione possiede un asino) che si para davanti al treno a mo' di scudo.
Bel finale, la coppia se ne va felice cavalcando il suo destriero all'interno di una buia galleria.
Discutiamo sul finale: io sostengo che sia onirico...in realta' sono tutti morti, ma proseguono insieme il viaggio nell'aldila' rappresentato dall'oscura galleria.
Non troviamo accordo.

Ma soprattutto sottopongo il mio I-Pod nano 8G ad un endurance composto da: Young Rascals, Clash, T-REX, Eddie Vedder, Ben Harper, Johnny Cash ("...I thumbled into my closet to find my cleanest dirty shirt...), Creedence, Johnny Rivers, Jason Webley, Jack Johnson, Primal Scream, Talking Heads, Steppenwolf, Al Gree, Marvin Gaye

......il tutto diventa uno splendido infuso di musica da....fine del mondo


Evita

Scendendo lungo la strada diretta al porto noto un piccolo giardinetto appartato al centro del quale spicca un busto dal volto femminile, mi avvicino: e' Evita.
Personaggio complesso, a tratti ambiguo, ha comunque rappresentato molto per l'Argentina.
Carismatica, affascinante, innamorata, ha duramente combattuto per l'estensione dei diritti delle donne e per un maggiore livello di istruzione.
Travolta poi dagli eventi. forse non immune a critiche e colpe, si e' prematuramente spenta nel 1952 lasciando alle sue spalle un leggendario e commovente discorso alla nazione nel '51 e un grande vuoto.
Il busto e' bagnato (ha smesso di piovere da poco), con un po' di fantasia sembra stia piangendo....lo sguardo rivolto a sud verso capo Horn e alle spalle il suo bellissimo, intenso paese.

"tornero', e saremo milioni!"

Il canale di Beagle

Collega gli oceani Pacifico e Atlantico, passa per Ushuaia e tocca piccole isole abitate da cormorani, leoni marini e pinguini.
Il freddo polare (aggettivo quantomai azzeccato) ti spingerebbe a stare al caldo, ma la curiosita' e' tanta.


I leoni marini


Corpulenti, impacciati, baffuti...pigrissimi.Letteralmente spiaggiati sugli scogli uno contro l'altro non regalano grandi emozioni.
Ogni tanto qualcuno si sveglia, sbadiglia, fa un verso, si rigira e riprende a sonnecchiare.

I pinguini

Tanto buffi sulla terra ferma dove avanzano goffamente, quanto rapidi ed eleganti in acqua dove saettano a gran velocita'.
Si spulciano di continuo, da soli o l'uno contro l'altro...passeggiano a coppie lungo la colonia come vecchi amici guardando questa massa di stupidi bipedi tutti ammassati sul bordo del catamarano a scattare fotografie...me compreso...mah.

La navigazione lungo il canale offre scorci e vedute di Ushuaia bellissime ed intense, decisamente la parte migliore della citta'.
E' tempo di tornare a Buenos Aires, dove tutto ebbe inizio.

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