E' normale, anche operando sul quel mercato da diversi anni, continuare a porsi questa domanda...e la risposta credo che non sia nè semplice, nè banale.
Premesso questo, se dovessi sbilanciarmi direi che la Cina può essere una minaccia nella misura in cui la si tema troppo e si finisca con il chiudersi a riccio.
Prima di tutto non è pensabile non fare i conti con 1.3 miliardi (solo quelli ufficiali) di persone ed inoltre si rischia di non cogliere le mille opportunità che questo paese comunque può offrire.
Tipicamente si accusa la Cina di "rubare" il lavoro a noi europei e di non avere rispetto della condizione umana.
C'è un fondo di verità in entrambe le affermazioni, non lo nego, ma sarebbe stupido non cercare di analizzare un pochino più a fondo la cosa.
1. Rubare il lavoro
ma cosa significa?
Quando ci pensiamo meritevoli di occupare una certa posizione ed invece la nostra azienda 100% italiana fa una designazione "politica".....questo non è rubare il lavoro?
Quando le grandi lobby bancarie e assicuratrici danno vita ad una finta concorrenza continuando a pilotare i prezzi di mercato che noi paghiamo.....questo non è rubare in un certo senso parte del nostro lavoro?
Quando assistiamo ad evasioni milionarie alla fine sempre condonate con sconti della pena.....questo certo che è rubare.
Vedete forse in una qualunque di queste situazioni una qualche forma di competitività?
Io no.
In una Cina invece capace di produrre beni materiali a più basso costo sì, c'è una forma di competitività.
Lo so lo so, bisogna avere dei distinguo, è indubbio ma attenzione: non siamo forse noi che vogliamo il televisore LCD e che costi ogni anno di meno?
La domanda fondamentale è: siamo disposti a pagare il sovrapprezzo legato ad una produzione a più alto costo? Riconosciamo un valore aggiunto in tale diversità?
Perchè alla fine mi sono comprato un orologio Hamilton originale (facendo qualche sacrificio) piuttosto che 40 imitazioni cinesi con gli stessi soldi?
Perchè invece non mi sento per nulla colpevole nel sapere che il carica batteria del mio PC è stato disegnato a Taiwan e prodotto in Cina?
Sarei stato disposto a pagarlo 10 volte di più sapendolo di produzione europea? No, assolutamente no....e credo (spero) neanche voi.
E' stato prodotto sfruttando oltre il dovuto il lavoro umano e/o minorile? Se la risposta è sì non è colpa mia che l'ho comprato, lo è ma solo in parte della Cina che lo ha fatto.....altrettanta responsabilità è da attribuire a chi ha permesso a questo oggetto di evitare i controlli, raggirare le leggi ed essere commercializzato sul mercato occidentale.
(io spero che siate d'accordo che la Cina non può da sola essere la colpevole di tutto)
Costiamo di più (e meno male) e quindi dobbiamo lavorare producendo valore che verrà riconosciuto e ripagato...sia esso il brand, l'italianeità, il design, la tecnologia...qualunque cosa, ma non può essere la nostra una accusa sterile.
Lottiamo perchè siano riconosciute le leggi di una giusta competitività, ma non cerchiamo di escluderli.
2. La condizione umana
prima una domanda....come se la passano gli africani prigionieri di dittature militari? E i cubani? In Corea del Nord bivaccano?
In Cina non si divertono, non tutti almeno, e sono certamente ancora molto indietro dal punto di vista del rispetto dell'uomo.....ma non sono i soli.
Eppure si parla solo di loro, improvvisamente tutti abbiamo a cuore la condizione di tanti piccoli cinesini, ma non di tanti piccoli africani, o comunque non abbastanza....e perchè?
Perchè gli africani non producono carica batterie 10 volte più economici, perchè non ci rubano il lavoro....loro stanno male senza disturbare, sono ordinati.....bravi.
Il tibet.....ma da quanti anni c'è la situazione Tibet? E perchè viene fuori solo ora con le olimpiadi? Attenzione, non giustifico assolutamente l'operato del governo cinese, ma accuso ugualmente il nostro (inteso come occidente) per aver a lungo ignorato il problema e gridare ora all'orco.
Raramente nei viaggi di stato ufficiali si discute il tema, mai si cerca di portare avanti un'idea comune.
Concludo con una riflessione: la Cina sta cambiando e cambierà....le ci vuole un pò di tempo, è fisiologico.....ecco....attenzione ad essere smaniosi che 1.3 miliardi di persone si accorgano in fretta di fare una vita di merda...tutti insieme e tutti nello stesso istante.
3. Possibili strade e opportunità
Prima si accetta la presenza del dragone prima si può capire come difendersene e addirittura rilanciare trandone beneficio.
Pensiamo veramente di vincere la guerra delle produzioni a basso costo? No, non possiamo.
Dobbiamo trasformarci in un paese con produzioni ad alto valore tecnologico, magari di nicchia, con alto contenuto di design e sfruttare molto molto di più la nostra italianeità.
La Illy e la Segafredo stanno aprendo a tappeto punti vendita in tutta la Cina, la Piquadro le segue a ruota.
Il brand italiano vince nella moda e negli alimentari, Ferrari e Ducati comandano i gusti anche in Cina.....e creano valore......e si fanno pagare.
Preferiamo invece intraprendere la strada della lotta sulle produzioni di massa (magari di componentistica)?
Ok....proviamoci.....e quando la Cina (che sforna migliaia di ingegneri ogni anno) riuscirà a entrare al livello superiore e sarà capace di attaccare anche i contenuti più tecnologici....noi che si fa?