sabato 19 dicembre 2009

Stereotipi e Luoghi Comuni

Italia che chiede a Claudio di Hong Kong
  • no, ce l'hanno tale e quale le nostre.
  • no, non ci sono dei piccoli claudio che vagano per l'asia in cerca del loro papà.
  • no, non ho gli occhi un pochino più a mandorla dall'ultima volta.
  • no, non ho la pelle un pochino più gialla dall'ultima volta.
  • no, Hong Kong non si trova in Giappone...si trova a Hong Kong, come sempre.
  • no, non mangio cavallette, cani, gatti, serpenti o dragoni.

Hong Kong che chiede a Claudio dell'Italia

  • no, non sono tutte belle. Ci sono anche le cesse.
  • no, non ho mille morose, davvero.
  • no, non siamo sempre in vacanza.
  • no, non abbiamo tutti la villa al mare.
  • si, possiamo in effetti mangiare incredibilmente pasta tutti i giorni.
  • no, non abbiamo i karaoke.
  • no, nonostante ciò che trapeli dai giornali per noi andare a puttane non è una regolare forma di entertainment (abbiamo modi più sottili per deprimerci).

007

L'atterraggio a Narita è soffice come la neve appena caduta; l'impatto con la pista leggerissimo, quasi impercettibile.
Siamo in perfetto orario.
In cabina tutti rimangono diligentemente seduti ai loro posti: nessuno urla, nessuno applaude, nessuno una volta tanto rutta.
Un sottofondo di musica classica culla il pedante tragitto del veivolo verso il gate.
Mancano tanto le suonerie dei cellulari che si svegliano dopo il volo quanto i galeotti rumori delle cinture di sicurezza che si slacciano prima del tempo.
I soliti richiami delle hostess verso i passeggeri smaniosi di riabbracciare il proprio bagaglio a mano lasciano il posto ad una armoniosa ninna nanna che musicalmente ci dà il benvenuto insieme a qualche informazione circa il tempo, il clima, le principali connessioni.
siamo in giappone, non per niente.

Dopo pochi minuti di ordinate procedure mi ritrovo in cammino verso il ritiro bagagli dove ho giusto il tempo di essere sconcertato, ancora una volta, dalla rapidità ed efficienza dei servizi nipponici.
Raccolgo la mia valigia semirigida delsey nera e con lei mi avvio alla dogana.
Mentre aspetto paziente il mio turno ripenso all'improbabile regalo di natale ricevuto a taipei.
Uno strano aggeggio legato al mondo del vino dal funzionamento ignoto, tanto a me quanto a chi lo ha scelto, elegantemente adagiato all'interno di un bel cofanetto di legno.
Forse bello, probabilmente inutile, certamente somigliante in modo inquitetante ad una letale arma da agente segreto.
Uno strumento discreto, silenzioso, infallibile portatore di morte.

"Mi chiamo Bond....James, Bond"

Evidentemente il mio sguardo tradisce qualcosa perchè l'agente che mi tocca in sorte sembra stranamente eccitato nel trovarsi davanti questo alto "gaigin" e inizia dalla pagina 2 del manuale del perfetto ispettore doganale.

Fase 1: l'interrogatorio
Dopo una decina di sapienti domande si delinea il seguente profilo.

"il soggetto ha un passaporto italiano, ma dichiara di vivere a hong kong dove però manca da oltre un mese. Negli ultimi 7 giorni è stato a singapore, indonesia, taiwan, e ora in giappone. Il passaporto è praticamente nuovo e interrogato sulla natura del proprio business ha prodotto un racconto confuso e disarticolato tratteggiando un organigramma decisamente illogico popolato da vicepresident, director, senior director, fantomatiche divisioni, business unit...nulla di credibile"

Sono ufficialmente considerato un sospetto.

Fase 2: Ispezione bagaglio
Non sarebbe di per sè un grosso problema, se non avessi momentaneamente perso la chiave del lucchetto che chiude i preziosi segreti della mia delsey semirigida nera.
Mi rendo conto di non essere troppo credibile e riesco a palpare, quasi a toccare, il livello di ansia che cresce sempre più nel mio provetto ispettore zenigata...un misto tra paura ed eccitazione.
Per fortuna trovo la chiave sventando così un sicuro intervento delle teste di cuoio giapponesi.
Apro la valigia sicuro di me e sovrintendo con sorriso beffardo la sua meticolosa indagine.
Improvvisamente perdo il sorriso: ha addocchiato un bel cofanetto di legno di cui mi chiede spiegazioni.

--------------------------

Chissà se anche nel mestiere di agente segreto capitano i giorni storti...

lunedì 19 ottobre 2009

Farewell


First time we met was July 2004.
It's been unquestionably long long time ago, yet it seems just yesterday that we started loving eachother.
Time goes so fast, it has no mercy at all.
Together we have climbed up and down the Huang San Mountain, observed the breathless landscape from the Great Wall, explored the wild Patagonia, strolled in San Francisco as well as Hong Kong and Shanghai.
Together we drove a sassy TDM @ 200 km/h, we run, we walked, we played, we attended meetings in Taipei launching a new fashion style....we lived.
I'll never forget you.

with love

Claudio

venerdì 16 ottobre 2009

SMS imprevedibili

Nella classifica degli sms più imprevedibili che una persona possa ricevere, credo che questo possa posizionarsi piuttosto in alto.
"Ciao Claudio!
Io sto per sistemarmi a ZIBO!
Fammi sapere quando passi da queste parti!
Io passo da te appena ho le ferie!
Ciao!
Sergio"
Sergio, i tuoi 5 punti esclamativi mi fanno ben sperare.
Ti auguro che questo entusiasmo sia sempre con te, a ZIBO o dove capiterai.
In bocca al lupo, tu sì che dovrai veramente "sopravvivere in far east"....mica come me che in realtà faccio la bella vita.
ciao
claudio

martedì 6 ottobre 2009

Autumn (and birthday) in NY


I knew it would have been stylish!

Claudio out of office

You went NY alone ... or ??? Why I never heard you mentioned this trip before ???
Everything is OUT OF MY CONTROL ~ !!

"Murphy"

martedì 22 settembre 2009

Gentleman Agreement

Dear Lord of Cockroach fellows,

I hereby wish to express my sincere apology for what happened over last feew weeks.
Your ethnic is full of qualities, no doubt about that.
The great ability to arouse fear in spite of your tiny size, the surprisingly high speed you can achieve while moving, not to mention your fucking skill to fly....all in a sudden.
Remarkable indeed.
In a way I appreciate the decision taken by your side to visit me and my territory; however, as you may have been reported, there is not much of interest for you guys in here.

Kindly leave me alone and drive your attention and expansion plans somewhere else.
(12th floor will work for me)

thanks

Claudio

What to do in case of monster cockroach

1.) stay cool, don't get scared and no panic, move furniture slightly and slowly around to find it


2.) separate day and night areas with an hermetic wall


3.) realize an high tech trap....and trap it (obviously)


3.) go to bed that at 03:00 am it's time to sleep, especially if tomorrow is monday....shit.

venerdì 11 settembre 2009

HY

"Dear Claudio,

How was your trip in Taiwan ?
I really envy you because I am always in the office for 10 hours every day talking to my computer....writing e-mail...entering data..traslating documents..."

bah...a volte farei cambio, a volte.

martedì 8 settembre 2009

Just had a thought

(part #1)
Time is running, clock is ticking and days go fast.
Mr. October, which I could barely see no later than few weeks ago, now is firmly and clearly standing up, just in front of my way. There is no chance for me to avoid him.
Not that he's angry at me or something, but I am just not so sure I feel like to meet him...'cause I know he has something for me.
He gotta the 30 years old gift to deliver.
It's not his fault, I know that. He's just the delivery boy, I know that.
Still, I can't help to think he's somehow responsible.
Well, I'll face it.
Just, I'll face it in proper way.
I'll meet Mr. October and his nice gift in NY.
++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
(part #2)
What is this all about?
Is that about a dream regarding a dizzy girl dancing in a bar mapped tropical?
Is that about the tone we accuse "that freaking arrogant cute bastard" ?
Is that about an attitude we assume that is as cool and sweet as ice cream?
(with chocolate chips please)
++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
(part #3)
Well,

It is about a thought, first of all.
The kind that you have sleeping somewhere in your mind, harmless till the day in which they decide to wake up and start flying around.
It is about a need, second of all.
A need to feel you are still the driver of your own life.
A need to feel you are still able to have strange, oddy, wouldn't say crazy but certainly not ordinary ideas on the spur of the moment and just have them fulfilled.
It is about a promise.
A promise, half joking half not.
It is about taste in life.
These days I can not come up with anything more tasty, classy, stylish than that.

martedì 25 agosto 2009

Pausa Riflessiva

Shenzhen
14° piano di un edificio tutto fuorchè pretenzioso.
Ufficio in fondo al corridoio imballato di cinesi, truppa di venditori d'assalto.
Microscopica scrivania d'angolo con vista parcheggio e cantiere edile dalle misteriose norme di sicurezza.
Aria pesante, odore forte di tofu, voci che si accavallano, urla, risa, qualche rutto.
Per il cellulare impazza la suoneria mario bros versione disco.
Squillano senza sosta.
Testa pesante.
Postumi di una notte al karaoke a base di whiskey in cui ho cantato il mio cavallo di battaglia "Can't take my eyes off you".
Ripasso francese cercando di mettere a fuoco ciò che mi sta intorno in attesa di andare a visitare qualche cliente nel dongguan.

giovedì 9 luglio 2009

PP

"ho come la sensazione che ci stia sfuggendo qualcosa....tipo tutto"

venerdì 12 giugno 2009

Installazione condominiale buchette della posta

Operaio A "sei sicuro che così sono centrato?"

Operaio B "sì, ti dico di sì"

Operaio A "allora vado?"

Operaio B "vai vai, è perfettamente al centro"

Operaio A "ok, vado!"


ottimo lavoro ragazzi
(taipei)

Intuito

2 minuti all'imbarco...

...mmhh...che abbiano cambiato il gate?

giovedì 11 giugno 2009

mercoledì 10 giugno 2009

Cazzo non trovo più lo scooter...


....eppure son sicuro di averlo parcheggiato qui

(taipei)

martedì 9 giugno 2009

Les Suites Taipei

"Dear mr.Lollini,

WELCOME BACK"

vabbè....allora ditelo

domenica 7 giugno 2009

Sentosa Island (Singapore)

E Sentosa di qua e Sentosa di là, e che figa che è Sentosa, e che sfigato che non sei ancora stato a Sentosa, e che culo che hai a passare il week end a Singapore che te ne puoi andare a Sentosa....etc. etc.
Oh, e che cazzo ci sarà mai a Sentosa?
Andiamoci
Innanzi tutto decido per la cable car (arrivarci dall'alto immagino sia una figata pazzesca).
Bene, i lavori per il prossimo casinò danno il benvenuto...ma per fortuna non rovinano molto il paesaggio, sono giusto giusto due scavi in croce.

roba da soddisfare la curiosità di tutti gli anziani del mondo.
Comunque, passato il cantiere tutto rientra nella norma ed effettivamente Sentosa riacquista punti.


Inoltre, come promessomi dai vari abitanti di Singapore, c'è anche un sacco di patata.

Perfetto, ora mi rimangono da vedere solo le spiagge, la vera chicca dell'isola.
Palme, sabbia, acqua cristallina....


...che posti meravigliosi.

L'importante è non guardarsi troppo intorno....che poi finisce che l'incantesimo si spezza e quei simpatici puntini neri che si intravedevano appena poco prima assumono le fattezze di centinaia di navi cargo in attesa di entrare in uno dei porti commerciali più grandi del mondo.

X

E' già buio inoltrato quando deviamo dalla strada principale per imboccare il viale.
Il fondo si fa d'un tratto sconnesso e più accidentato. Esitiamo un istante, quasi come un involontario segnale di allarme, ma dopo breve riprendiamo spediti la marcia come se nulla fosse.
C'è aria calda, è umido e una forte sensazione di pesantezza. Sembra sempre di essere in affanno, come se si fosse inseguiti da qualcuno, o qualcosa.
Una vaga ma persistente ansia accompagna il respiro.
Leggeri veli di nebbia avvolgono il tutto, nascondendo le forme reali per disegnarne nuovi immaginari contorni.
C'è un lago, sappiamo per certo della sua esistenza, ma non si riesce a distinguerlo da nessuna parte. Dopo breve fingiamo di sentirne i placidi rumori e ci inganniamo con falsi scorci che giuriamo di avere visto.
Le nostre menti sono credo alla disperata ricerca di un appiglio per contrastare il posto dove ci troviamo. Un paesaggio che è via via diventato un non luogo, senza tempo, senza alcunchè di reale.
Questo è l'inconfondibile segnale che delimita il regno dell'imperatore. Stiamo entrando, ne siamo certi.
Siamo dentro
Spazi infiniti, deserti, silenziosi. Eleganti e impeccabili, eppure spettrali.
Ci disperdiamo per ritrovarci dopo un lasso di tempo indefinibile davanti ad un suntuoso banchetto.
Siamo affamati e crollano facilmente tutte le barriere tra noi, la nostra parte razionale e questo luogo misterioso.
Ci abbuffiamo di questo cibo divino mentre un tenue odore di mela lentamente ma implacabile si diffonde per la sala.
Inebriati dal vino e sazi ben oltre la soglia del lecito ci sentiamo esausti, sfiniti, vicini al collasso.
Nessuno parla, nessuno osa infrangere questo silenzio che ci ha accolto quasi fosse lui il padrone di casa e l'ospite responsabile del nostro gozzovigliare.
L'odore di mela è sempre più forte, lo avvertiamo distintamente, ma non commentiamo.
E poi, d'improvviso, un rumore assordante, uno screpitare fortissimo di zoccoli, quasi un ruggito che sembra bucare i timpani.
Non capiamo da dove possa provenire, non riusciamo più a respirare.
I miei occhi incontrano solo sguardi atterriti e mi chiedo per un istante come sia il mio medesimo.
Vorrei urlare ma non riesco a capire se lo stia già facendo o meno, non mi sento, non riesco a prevaricare il rombo che mi inonda ormai la testa senza tregua.
Credo di essermi accasciato per terra, sto morendo, ne sono sicuro.
Ho gli occhi semiaperti, la vista appannata, sono ormai sordo e incapace di respirare, eppure avverto ancora un odore di mela fortissimo.
Voglio solo morire, non ho più forze, non riesco più a lottare, ma un qualcosa mi spinge ad aprire gli occhi un'ultima volta.
Uno sforzo sovrumano.
Attraverso una patina sfocata intravedo 5 bighe rosse che lacerano lo spazio e attraversano la sala.
Su una di queste mi pare di scorgere una figura, avvolta però nell'ombra.
Non è possibile.
Eppure, eppure ne sono convinto.
Era lui.

"Route 14"...now you're doomed


PS: provate voi a trovare delle scarpe da arrampicata in un continente in cui quando dici "45" ti rispondono che non vogliono sapere la temperatura all'ombra, ma che numero porti

Segnale evidente di un livello qualitativo di vita pessimo


mercoledì 27 maggio 2009

L'essenziale importanza del superfluo

Le luci sono ancora alte, la gente continua ad affluire, ordinatamente acchiappata, redarguita e incanalata dagli inflessibili inservienti di sala.
Il palco è deserto, completamente illuminato, nudo. Indifeso verso le centinaia di occhi, siano essi mossi da curiosità o noia, che lo scrutano e lo percorrono in tutti i suoi angoli.
Aste con microfoni, chitarre, casse equalizzatrici, un fiume di cavi e un contrabbasso sono disposti attorno alla batteria che domina la scena quasi come un vecchio castello medievale poteva stagliarsi sul proprio borgo.
Tutto rientra perfettamente nel nostro schema mentale che quindi non incontra difficoltà mentre guida lo sguardo in qua e in là....fino a che, senza preavviso alcuno, non incespica su una poltrona con di fianco un comodino e una lampada. Tutti rossi.
A cosa servono? Che tipo di intermezzi sono previsti durante il concerto? Nel programma si menzionava qualcosa in proposito?
Luci spente, inizia....non c'è tempo.
jimmy private lilly whiteman's ballald motel cottonflower oshkosh bend (...)
applausi, silenzi, fischi, schioccare di dita, qualche urlo, risate e battute, buona musica...tutto scorre e procede fino alla fine.
Luci accese, è finito.
E quindi? A cosa è servita esattamente la poltrona? Che funzione ha svolto nell'arco della serata?
E la lampada?
Nulla...semplicemente l'essenziale importanza del superfluo.

giovedì 21 maggio 2009

L'importante è avere sempre classe, eleganza e stile

(anche quando devi indicare il bagno degli uomini)


domenica 17 maggio 2009

Pensiero esotico

Una delle tante diramazioni del mio lavoro mi porta a bere un orrendo Faustino V riserva 2004 in compagnia di 40°C al 90% di umidità (siamo a Singapore) e 5 personaggi simpatici come la sabbia nel costume.
Il capotavola, un cafone milionario con classica camicia hawaiana, sigaro e anello al mignolo, sembra avere per missione quella di fare conversazione con me.
Cafone "Claudio, qual è la cosa più esotica che mangiate in Italia?"
Claudio "cioè?"
Cafone "la cosa più particolare, più strana"
Claudio "mah...non saprei...il fegato?"
Cafone "ma non è esotico"
Claudio "la lingua?"
Cafone "e lo chiami esotico?"
Claudio "le interiore del maiale?"
Cafone "ho capito dai, non mangiate nulla di esotico"
Claudio (tra sè e sè) "mangiamo i singaporesi idioti come te"
Cafone "vabbè...lasciamo stare. E qual è il nome più comune in Italia?"
Claudio "oddio, forse i nomi biblici. Paolo, Marco, Davide..."
Cafone (ridendo) "no no...da voi è comune Al Capone o Corleone...ha ha ha "
Claudio "Oh, mò va bèn a fèr dal pugnèt cretèn, soccia oh...dù bàl"
Cafone "cosa?"
Claudio "no niente...è un'espressione delle nostre parti, molto esotica"

martedì 12 maggio 2009

Febbre da rientro

Dopo 1 magico mese di Italia, bastano solo 2 aerei in economica (cattiveria inutile e del tutto gratuita), 1 treno, 1 taxi, 1 ascensore per ritrovarmi a varcare la soglia di "casa".
Pizza da asporto, vaglio della posta con particolare attenzione e gioia per le bollette da pagare (alcune già scadute), crollo ore 21.00 sul divano e veglia improvvisa dalle ore 05.00.
Scopro con piacere che il primate che vive nel giardino zoologico davanti a casa gode di ottima salute.
Le sue simpatiche urla, altissime, ripetute e lancinanti vanno avanti ininterrottamente per tutta la notte...sarà un vero peccato impallinarlo uno di questi giorni.
Fa un caldo boia, la pizza mi ha ovviamente regalato un'arsura pazzesca e non ho acqua.
Meno male che ho la sveglia ore 06.30 per andare in Cina.

driiiiiin

Ok, in piedi, doccia, barba, colazione, mi lavo i denti, mi vesto esco.
(cioè...ero vestito anche a colazione, ma non nello stesso modo...precisini)

Alla frontiera cinese, una volta identificato come italiano, ricevo invece che i complimenti per il made in italy, la moda, fabrizio corona, la ferrari, la mafia, berlusconi, una bella mascherina bianca e vengo gentilmente fatto accomodare in una bella struttura sanitaria insieme ad altri amici del bel paese.


sospetta swine flu - influenza suina

Pare infatti che l'Italia sia stata inserita nella lista dei paesi a rischio....mah....Fazio, in linea con le dichiarazioni delle ultime settimane, commenterebbe "l'avevo detto, ce lo aspettavamo".

Comunque è stata la mia fortuna.
Una gentile dottoressa in rosa si prende ora cura di me dandomi delle buonissime pastiglie tutte colorate.

Vedo tanti colori e non devo più preoccuparmi di nulla....ho tanti nuovi amici e sto proprio bene....

Ci siamo

"salgo la scaletta, pronto per tornare nell'arena.
meravigliosa e dannata droga di vita.
a presto"

great

Sarà il vino sarà il DNA

"A cena: niger e vabbè, , ma un figlio...Due files.
Che meraviglia la non linearità"

stsartini

giovedì 26 marzo 2009

La capacità e la voglia di giocare


non perdiamole mai.....basta poi poco

sabato 21 marzo 2009

Tradimenti

Al rientro a casa dopo una settimana di Cina e una di Singapore ho trovato il frigorifero solo, vuoto, depresso.
Mi ha accusato di averlo tradito, di non amarlo più come una volta, di averlo prima sedotto e poi, una volta fatto mio, abbandonato per i più fascinosi ristoranti o per i più troieggianti fast food.

Bè....non potevo veramente permettermi di perdere una storia così importante:

1 bottiglia di merlot
2 confezioni di pan bianco
1 confezione gigante di shampoo
50 cd vergini
2 confezioni di biscotti al cioccolato
1 bottiglia di olio extravergine di oliva
1 confezione di farfalle de cecco
1 confezione di spaghetti de cecco
1 lattuga
4 pomodori
2 zucchine
6 uova
1 litro di latte
2 litri di succo di arancia
2 yoghurt alla fragola
1 formaggio dolce
1 bottiglia di cabernet sauvignon
1 confezione di gamberetti
2 confezioni di pancetta affumicata
6 cipolle
1 confezione di gelato al cioccolato
2 confezioni di mezze penne de cecco
1 barattolo di sugo al basilico
1 confezione di prosciutto crudo
1 confezione di fettine di maiale
1 confezione di prosciutto cotto
4 banane
3 mele rosse
1 confezione di grana
e che l'amore trionfi!

giovedì 19 marzo 2009

The Butterfly Garden (singapore airport)

Spingi una pesante porta trasparente completamente appannata, l'attraversi, e sei improvvisamente catapultato in un'altra dimensione.

Ti guardi intorno e vedi uno scenario tropicale: piante giganti, una cascata, palme verdi e una quantità impressionanate di farfalle.

Sembra impossibile pensare che solo 1 metro prima ti trovavi in un aeroporto.

Non sono un amante delle farfalle, anzi. Fin da piccolo do sempre di matto quando una qualunque cosa volante si avvicina a meno di 2 metri dalla mia persona, non importa se sia un calabrone, una vespa, un'ape o una mosca. Mi da fastidio, non sopporto l'imprevedibilità della loro traiettoria e la consapevolezza che prima o poi finirà per volarmi dentro un orecchio, nel naso, in un occhio, in gola.
Insomma, la prendo sempre in modo positivo.

Però, queste farfalle mi fanno un effetto decisamente diverso: sono armoniose con l'ambiente e particolarmente disinteressate alle mie orecchie, al mio naso, ai miei occhi, alla mia gola.
Sono bellissime, affascinanti.

Una manciata di zampette esili regge il corpo e le enormi ali.
Ali colorate dei colori più vari. Ci sono tante sfumature, tutte perfettamente condensate insieme e il risultato semplicemente incanta.

Oh, avete un aereo da prendere, non dimenticatelo!!

L'aeroporto di Singapore

E' il più bello che abbia mai visto.
Oggi ho l'aereo alle 17.50, ma praticamente appena uscito dall'hotel (verso le 11.30) ho preso un taxi dicendo all'autista "all'eroporto, veloce!".
Non vedevo l'ora di arrivare.
Temperatura finalmente gradevole, spazi ampi, musica, negozi, profumi che ti arrivano dai vari ristoranti e caffè.


Wireless gratis, postazioni di lavoro, poltrone davanti a megaschermi che proiettano avvenimenti sportivi, librerie.
E poi ancora una palestra, un centro benessere, un cinema in funzione 24h su 24h (gratis), palme, giochi d'acqua, un giardino botanico popolato da gigantesche farfalle.
Insomma, credo che sia l'unico al mondo dove possiate leggere una indicazione come questa:


Tanti angoli dedicati al riposo, allo svago, al lento trascorrere del tempo.
Per una volta saresti contento di leggere "delayed" di fianco alla sigla del tuo volo sul tabellone luminoso delle partenze.

Soccia che ansia

mercoledì 18 marzo 2009

Lavorare in Asia è duro, ma si creano degli sketch inimmaginabili

esempio 1 - la supercazzola di Brent

Delta asks to change the L length ot the BL to be the same as the L length of BM.
By the way, Delta asks if it's possible to use the BL spec but keep the BM code.

esempio 2 - le epoche di Murphy

....but now is KEMET ERA we can not still stay on ARCO ERA ... !!!

esempio 3 - il suicidio di Henry Yoneyama

I do not know how to say to them......
I will report to you later what the request from Panasonic is.
Wish me a good luck !
----------------
Dear Claudio,
You do not need to come to Japan for Panasonic.
They have decided NOT to use any Arcotronics products for
their future project already....
You have lost one of your very important customers....
we are sorry to say....it cannot be helped.

martedì 17 marzo 2009

Kemet Office in Singapore

tutte le volte....ma proprio tutte...la stessa scena. Esco dall'hotel, prendo un taxi e comnicia la supercazzola.

"Hellosir, wherewe go?"
"Hi, Bukit Timah Road 73, Rexhouse building"
"......haa.a.....mmhh....??....ah!...?....Sorysir, cantgo...dunnow location...trafficjam"



e che cazzo.....

domenica 15 marzo 2009

Shek O beach

Hong Kong
il suo incredibile sviluppo verticale a dispetto dalla collina, la sua folle densità di abitanti, i suoi grattacieli, l'invasione di gente per strada la domenica rischiano di avere effetti collaterali.
Rischi di avere bisogno di staccare, di cambiare completamente aria e atmosfera.
Bene, qualche fermata di metro seguita da un taxi o un bell'autobus a due piani con stampato il numero 9 ti possono regalare dopo 20 - 30 minuti Shek O beach.

Racchiusa tra rocce e colline a picco sul mare, piccola, riservata e fortunatamente non affollata.
Un odore buonissimo....odore di mare. La sensazione di camminare a piedi nudi sulla sabbia, sentire il calore del sole, ascoltare il mare che si infrange in moti di spuma bianca.

E i grattacieli, le milioni di badanti filippine della domenica, il traffico, il casino, la gente?
Spariti, solo un piccolo villaggio con casette basse e colorate, qualche bizzarro personaggio, famiglie che giocano a mahjong.



Meno male

L'astuto commerciale del cazzo e la completa testa di cazzo

Serata di degustazione di vini in un negozio specializzato vicino a casa.
Diverse bottiglie aperte, poca gente ma molti stuzzichini di accompagno: formaggi, bruschette e soprattutto dei buonissimi grissini con avvolto del costosissimo prosciutto crudo.
Arriva lei e comincia a tessere la ragnatela.
"di dove sei?"
"ah, italiano! che meraviglia. Abbiamo molti vini italiani, dai...dimmi di che zona, descrivimi quelli che ti piacciono di più"
"ohhh, si, anche a me piace proprio quello. Guarda l'ho bevuto proprio ieri sera e ne ho una varietà buonissima ad un ottimo prezzo"
lei è l'astuta commerciale del cazzo. Sa fare il suo mestiere e siccome alla fin fine voglio davvero comprare una bottiglia di vino sto ormai solo decidendo quale.
Poi arriva lui, il suo capo, e comincia a distruggere tutto.
"di dove sei?"
"ah, italiano! mafia mafia."
"prego?" - dico io -
"sì insomma...non avete la mafia? ha ha ha...e poi, sempre attenti al portafogli!"
lui è una completa testa di cazzo. Sa fare il suo mestiere (di testa di cazzo) molto bene e siccome non voglio deluderlo mi metto a giocare anche io.
Rido con lui, gli faccio aprire 8 bottiglie nuove, le assaggio tutte, mangio tutti i grissini al prosciutto, molto formaggio, rifiuto con educazione gli anonimi crostini e lo saluto con grandi abbracci.....senza aver comprato nulla.
lei, l'astuta commerciale del cazzo, lo aveva già capito dopo 3 minuti e si era già dedicata ad altri clienti.
Morale: mai lavorare per una completa desta di cazzo e mai giocare a fare la testa di cazzo con un astuto commerciale del cazzo (io).
dedicato a frida

Enrico

Ebbene sì, alla fine di questo mese (marzo 2009) Enrico uscirà definitivamente dall'azienda.
Il comandante, il capitano. Baresi si ritira e il mondo semplicemente non ci crede, non è ancora pronto.
L'architetto del mondo uscirà portandosi dietro una serie di storie e aneddoti capaci di far sognare 2 generazioni.
Ne cito alcuni in ordine sparso:

- quando guardando fuori dai finestrini del taxi a Taipei disse "Oh, certo che qui il giorno che decideranno di fare pulizia...bè, ne avranno per un bel pò".
- quando io e Francesco passammo davanti alla porta chiusa del suo ufficio (ore 19.30) e sentimmo la sua voce forte e chiara dire "Allora!....". Bè, non sappiamo a tutt'oggi cosa si stesse accingendo a fare, ma ci fece bene.

- quando ti vedeva appena rientrato da due settimane in Asia e ti chiedeva "allora, come stanno i ragazzi? e il mercato?"...domande a cui era impossibile rispondere nei 5 secondi che ti concedeva prima di sparire per chissà dove.

- quando mi squillava il telefono, immancabilmente verso le 12.32 o le 17.52 e sentivi "silenzio....respiro..." e poi "Claudio, quest'anno, quanti sopressori vendiamo alla Delta?". Cazzo....niente pausa pranzo o niente aperitivo, a seconda dei casi.

- quando usciva dalla sala riunioni Falchieri massacrato come un pugile alla 15 ripresa, ma il giorno dopo era sempre impeccabile. Come se nulla fosse successo.

- quando spiegò per 8 ore filate alla buyer della Delta che non poteva calare i prezzi senza farsi scoraggiare dal fatto che lei NON parlasse UNA parola di inglese. Lui continuava. Un eroe. E nella foto del profilo vedete proprio un epico frammento di quell'interminabile incontro...

- quando indisse una concall con le vendite Kemet in Asia, ma arrivò tardi a causa della partita di pallavolo (scusa enrico ma è troppo bella). Era l'unico ad avere il numero da chiamare ma questo non gli impedì di rimproverarci tutti dicendo che se non c'è lui non si combina nulla.

- quando durante la suddetta concall presentò 3 persone (me, svevo e murphy) con lo stesso titolo (takes care about taiwanese customers)....quelli dall'altra parte secondo me ancora oggi sono alle prese con l'organigramma.

- quando, terminata l'ormai leggendaria concall a dispetto dei numeri che ci davano per condannati sentenziò: "oh, questi li pilotiamo noi"

insomma....ne avrei ancora mille, ma voglio chiudere dicendo qualcosa di più serio e più importante.

Enrico è stata per tutti i rappresentanti del team asia una persona speciale: è indescrivibile la fiducia che ha sempre messo nelle nostre capacità (parlo a nome di tutti), la libertà di azione che ci ha concesso negli anni e il senso di protezione che non ci ha mai fatto mancare.

Ha spesso discusso, ma una volta condivisa un'idea era pronto a difenderla davanti a tutti.
Per tutti noi, un vero capo.

ciao
i vari team asia

domenica 1 marzo 2009

Pecha Kucha Night


"creative people talking about creative things"


20 slide a testa ognuna della durata di 20 secondi. Meno di 7 minuti per spiegare alla folla che nel frattempo sta bevendo vino e superalcolici, che ride, schiamazza e fuma, chi sei e cosa rappresenti per te la creatività.

Questo grossomodo il contesto della serata....a me all'inizio pareva una strana asta, come al solito non avevo capito niente.
Bene...ecco un breve tutorial delle frasi che udirete se doveste mai attendere a questo tipo di evento (è bene essere preparati):


"this slide is just totally amazing"
"this slide really inspire me / I was so inspired by this slide"
"this slide absolutely obsesses me / I am absolutely obsessed by this slide"
"I get so much creativity out of this slide / this slide is my own creativity"

se poi siete un pochino preoccupati nel dover sostenere una conversazione sul tema, niente paura....ecco cosa potete dire senza timore:

"yeah, I was just so amazed by those slides. They were really inspiring to me and I start feeling obsessed, totally and utterly obsessed by few of them. They were so creative that I can really feel my creativity is bursting"

farete un figurone....cmq, bella serata.

venerdì 27 febbraio 2009

Si può usare la moka su una cucina a induzione?

NO, perchè il fondo della caffettiera non è compatibile con la piastra

però...forse...se provassi....chissà....

giovedì 26 febbraio 2009

le emozioni, gli ideali, cadere e rialzarsi....

Ci si trova a volte a vivere momenti di sconforto, attimi in cui tutte le nostre migliori intenzioni sembrano svanire così...nel nulla, in un istante.
Volevi cambiare il mondo, ci credevi, ci credevi davvero ed ecco che ti trovi a pensare improvvisamente ma con spietata logica che no, non lo cambierai questo mondo.
Fa un pò morire dentro.

Attenzione, non confondiamoci però.

Il mondo non lo possiamo cambiare, questo no, ma magari nemmeno dobbiamo.
E' il gesto che conta, la rabbia che porta con sè, l'orgoglio che ne deriva.
A volte non è nemmeno troppo importante il risultato, quanto il percorso. Scusate, pensate alla vita per esempio: il punto di arrivo lo sappiamo credo tutti (poi c'è chi spera e crede in un extra), ma quello che davvero conta è come ci arrivi:

"alle porte dell'universo
importante è non arrivarci in fila
ma tutti quanti in modo diverso
ognuno con i suoi mezzi
magari arrivando a pezzi
su una vecchia bicicletta da corsa
con gli occhiali da sole
il cuore nella borsa "

possiamo essere eroi anche senza cambiare il mondo, ma seguendo i nostri ideali e vivendo di emozioni, magari cadendo (sicuramente cadendo) lungo la via, ma rialzandoci con un sorriso....e questo farebbe di noi dei romantici.

e cosa vi è di più bello e affascinante se non un eroe romantico?

dai, provaci ancora charlie brown.

"dedicato alle persone che amo...che amo davvero"

lunedì 23 febbraio 2009

concall con Singapore

C: "Emily, OGGI ti ho mandato una mail a proposito dei listini asia..."
E: "sì, sì...ho risposto IERI!"

....e non è un problema di lingua....

sabato 21 febbraio 2009

Ed eccoci qua!

già...ed eccoci qua!
.
qua dove? vi chiedereste voi
qua a Hong Kong! vi risponderei io
.
e cosa cazzo ci fai a Hong Kong? ribattereste voi
ci sono venuto a vivere! vi direi io
.
ma da quando? e per quanto? vi dareste pena di sapere voi
se la smettete di fare domande e mi lasciate spiegare....! vi calmerei io
.
ma che, sei arrabbiato? indaghereste voi
no, è solo che essendo un blog, non si presuppone un dialogo tipo chat...c'è skype per quello! argomenterei io
.
ok ok, dai allora racconta! concludereste, finalmente, voi.
allora, vi racconterei io....
.
....tutto è iniziato un annetto fa, gennaio 2008 circa, quando cominciò a prospettarsi sempre più concreta la possibilità di poter fare uno o due anni da espatriato in asia.
Dopo mesi di rapporto amore - odio con questa idea (tanto mi attirava quanto mi spaventava), tralasciando le innumerevoli vicissitudini intermedie, arriva il fatidico momento del sì, ci sto!
Il calendario recitava "Claudio, oggi hai un anno in più"....io ringraziavo e mettevo in tasca il mio 29 giro in giostra, cercando di sbirciare il numero di biglietti residui (parecchi...ma proprio tanti!).
Siamo a ottobre, ottobre 2008.
Dopo un novembre passato comunque in gran parte in Asia, arriva dicembre e Claudio, che non è scemo, pensa bene di prendersi un mese di vacanza in preparazione per il grande salto...e così fa.
Il mese in Argentina mi ha regalato tantissimo, si è guadagnato una sezione speciale in questo blog asiatico, e incredibilmente è pure riuscito a farmi mancare il mio lavoro...motivo per il quale sono arciconvinto si dovrebbe fare più spesso...tipo ogni 2 mesi!
Bene, e così passettini passettini si arriva a gennaio 2009....un mese prima della partenza.
Asia nuovamente, poi casa....10 giorni di magia che incasinano la mia scrivania perfettamente pulita e ordinata donandole un senso tutto nuovo e meraviglioso, follemente meraviglioso e si parte.
17 febbraio 2009....volo....18 febbraio 2009...atterraggio....delirio.
Cioè, io ci ero già stato credo 20 volte a hong kong, ma venirci a vivere carico di valigie, documenti per l'immigrazione, il consolato, il proprietario di casa, contanti....con la testa nel pallone, il black berry che vomita e-mail in continuazione e il cuore a 10,000km che dice "oh, ciccio...io col cazzo che vengo là!"....bè credetemi, è un'altra cosa.
.
E così ti ritrovi a passare i primi 4 giorni cercando di:
.
- mantenere la calma e la lucidità
- rispondere a palate di mail
- aprire un conto corrente (ma manca la residenza)
- ottenere la residenza (ma manca il visto)
- ottenere il visto (ma mancano documenti)...CAZZOOOO, sono pieno di documenti!
- ottenere altri documenti
- mantenere la calma e la lucidità
- subire supercazzole asiatiche
- non perderti, anche oggi, tra le 12, 13 possibili uscite della metro che danno su punti opposti della città
- ricordarti, almeno oggi, uno dei codici di accesso dell'ufficio o di casa tua
.
poi, non sai nemmeno più come, proprio quando avevi iniziato a ridere in modo isterico ti accorgi che:
.
- sei entrato finalmente in casa
- hai già un divano, un tavolo con sedie, uno studio, un letto d'appoggio, le luci, i piatti....
- hai appena comprato due armadi e una cassettiera e sei vicino a concludere per il letto
- hai installato internet
- hai allacciato le utenze
- sai che devi uscire alla A1 al lavoro e alla E2 quando torni a casa
- sai che il 9371 aprirà le porte di casa tua e il 5638 quelle del tuo ufficio
- hai capito (più o meno) che documenti mancano e sei pronto ad aprire sto cazzo di conto corrente
.
e così ti ritrovi a frullare su e giù per Hong Kong pensando...."oh, io vivo qui"....il tuo migliore amico è l'agente immobiliare con cui hai trattato casa e fatichi a prendere sonno, un pò per il jet lag, un pò perchè sei ancora troppo stranito.
A volte ti manca la terra sotto i piedi, a volte ti senti perfettamente a tuo agio....montagne russe di emozioni.
.
Ma soprattutto....ti accorgi che ancora non hai combinato niente al lavoro....motivo vero per cui ti hanno mandato quaggiù....occazzo....
.
E il cuore?? chiedereste allarmati voi
No, quello è più furbo, mica viene....però forse lo portano, presto! sospirerei io
.
buonanotte (02.33 di un sabato sera), domani missione letto!
lollo

sabato 3 gennaio 2009

El Final

El final
Il ritorno a B.Aires e' ottimo: finalmente caldo, anche se di un sole un po' incerto, e un'atmosfera sorprendentemente familiare mi danno il bentornato.
El Sol De San Telmo
Solita suite 3x3 con la variante ventilatore al posto del poster degli INTOXICADOS...meno cool ma certamente piu' funzionale.
Purtroppo non riesco a combinare la serata con gli amici di Mendoza e mi ritrovo cosi' a chiudere il tutto come era iniziato: da solo, e forse e' giusto cosi'.
Mi dirigo verso il cuore di S.Telmo e vengo attirato dentro un locale dove suonano dal vivo "Im free" dei Rolling Stones.
Ceno in un tavolino appartato assistendo tanto al concerto quanto al progressivo affollarsi della sala.
Non si gira piu'
...tick tack...le lancette corrono e io voglio andare in piazza a vedere i botti (come i bimbi).
Faccio diversi cenni al cameriere che pero' sembra scambiarli per un saluto e non fa che contraccambiare gentilmente.
Gli mimo il gesto del conto (cioe' fingo di scrivere qcs su un immaginario taccuino), ma niente...incasso solo un altro ciao.
Arrivo a intimargli di venire al tavolo e per tutta risposta ottengo un doppio pollice alzato e un sorriso alla Arthur Fonzarelli.
Ok, mi alzo e, piano piano, attraverso il locale, lascio una buona mancia alla band, esco e vado via...e grazie per la cena.
Sul viale 9 de Julio, davanti all'immenso bianco obelisco, una piccola folla di persone brinda, balla, fa la pipi', fuma, ride, si diverte, o cosi' pare.
La pratica botti e' demandata ad un gruppo di cinesi i quali, in perfetto stile mandarino, riescono a fare un gran casino.
Gli parte e gli esplode di tutto da tutte le parti...mi allontano allarmato.
A pochi metri, all'interno dell'hotel international, si sta celebrando la festa della Parigi Dakar - Argentina / Cile.
Chiedo spiegazioni per essere sicuro...si', si'...si chiama proprio cosi' ma si svolge in sud America.
Faccio presente che il nome Parigi Dakar ha origine semplicemente combinando i nomi della citta' di partenza con quello di arrivo e chiedo come mai non si possa fare lo stesso per la versione Argentina / Cile...vengo allontanato.
Sulla via del ritorno, attraversando un portico in piazza 25 de Mayo, vedo una vecchia curva stappare una bottiglia, abbracciarsi e scambiarsi gli auguri con un uomo dall'eta' indefinibile.
Mezzanotte e' passata da parecchio, ma loro forse non lo sanno...dormono e vivono in cartoni poco distanti e qualche coperta e' grossomodo quello che hanno.
Mi avvicino e un po' imbarazzato gli lascio l'equivalente della cena, mancia compresa.
Loro mi guardano, mi chiamano caballero mi fanno dei gesti...io mi volto mentre mi allontano , li guardo e non trovo niente di piu' intelligente da fare che alzare i pollici e sorridere come Arthur Fonzarelli.
Buon Anno, si torna a casa.

Ushuaia

Ushuaia


La citta' piu' a sud del mondo (anche se in realta' ci sarebbe la questione cilena di Puerto Williams che pero' fa parte di una riserva naturale, ha 4 case in croce e poca voglia di gareggiare per il primato) si presenta fredda, ventosa e piovosa...piovosa di una pioggia dura e punitrice.
Purtroppo arrivo a constatare in fretta che non e' un granche' mistica: negozi di materiale sportivo, di abbigliamento, di artigianato commerciale, di souvenir, agenzie di viaggio, hotel e night club (si' perche' qui vanno i night club al motto di: che ti frega, tanto siamo alla fine del mondo!).
Be'....sempre meglio che i biliardi di esquel o le scuole di lotta di bariloche (lo sapesse boccadoro...).
Comunque sono stanco e malinconico e ho voglia di fermarmi qualche giorno, di riposare un pochino.
Un bel pub irlandese che suona buona musica (da Bob Marley, agli UB40, INXS e tanto altro) diventa un confortevole rifugio dal freddo esterno.
Il tempo non ha intenzione di essere clemente e cosi' mi ritrovo a trascorrere diverso tempo nella grande cucina comune dell'ostello: leggo, scrivo, guardo insieme ad un gruppo di ragazzi israeliani il finale di uno strano film credo francese.
Lei in fin di vita viene operata, lui in crisi tenta di suicidarsi sdraiandosi sulle rotaie di un treno, ma viene salvato dal suo asino (si' perche' ho omesso di dire che che la coppia in questione possiede un asino) che si para davanti al treno a mo' di scudo.
Bel finale, la coppia se ne va felice cavalcando il suo destriero all'interno di una buia galleria.
Discutiamo sul finale: io sostengo che sia onirico...in realta' sono tutti morti, ma proseguono insieme il viaggio nell'aldila' rappresentato dall'oscura galleria.
Non troviamo accordo.

Ma soprattutto sottopongo il mio I-Pod nano 8G ad un endurance composto da: Young Rascals, Clash, T-REX, Eddie Vedder, Ben Harper, Johnny Cash ("...I thumbled into my closet to find my cleanest dirty shirt...), Creedence, Johnny Rivers, Jason Webley, Jack Johnson, Primal Scream, Talking Heads, Steppenwolf, Al Gree, Marvin Gaye

......il tutto diventa uno splendido infuso di musica da....fine del mondo


Evita

Scendendo lungo la strada diretta al porto noto un piccolo giardinetto appartato al centro del quale spicca un busto dal volto femminile, mi avvicino: e' Evita.
Personaggio complesso, a tratti ambiguo, ha comunque rappresentato molto per l'Argentina.
Carismatica, affascinante, innamorata, ha duramente combattuto per l'estensione dei diritti delle donne e per un maggiore livello di istruzione.
Travolta poi dagli eventi. forse non immune a critiche e colpe, si e' prematuramente spenta nel 1952 lasciando alle sue spalle un leggendario e commovente discorso alla nazione nel '51 e un grande vuoto.
Il busto e' bagnato (ha smesso di piovere da poco), con un po' di fantasia sembra stia piangendo....lo sguardo rivolto a sud verso capo Horn e alle spalle il suo bellissimo, intenso paese.

"tornero', e saremo milioni!"

Il canale di Beagle

Collega gli oceani Pacifico e Atlantico, passa per Ushuaia e tocca piccole isole abitate da cormorani, leoni marini e pinguini.
Il freddo polare (aggettivo quantomai azzeccato) ti spingerebbe a stare al caldo, ma la curiosita' e' tanta.


I leoni marini


Corpulenti, impacciati, baffuti...pigrissimi.Letteralmente spiaggiati sugli scogli uno contro l'altro non regalano grandi emozioni.
Ogni tanto qualcuno si sveglia, sbadiglia, fa un verso, si rigira e riprende a sonnecchiare.

I pinguini

Tanto buffi sulla terra ferma dove avanzano goffamente, quanto rapidi ed eleganti in acqua dove saettano a gran velocita'.
Si spulciano di continuo, da soli o l'uno contro l'altro...passeggiano a coppie lungo la colonia come vecchi amici guardando questa massa di stupidi bipedi tutti ammassati sul bordo del catamarano a scattare fotografie...me compreso...mah.

La navigazione lungo il canale offre scorci e vedute di Ushuaia bellissime ed intense, decisamente la parte migliore della citta'.
E' tempo di tornare a Buenos Aires, dove tutto ebbe inizio.

El Perito Moreno

El Perito Moreno

Sveglia ore 05:00 (Buon Natale!) per arrivare con la nostra Meriva al ghiacciaio prima dell'apertura ufficiale evitando cosi' pedaggio e, soprattutto, ressa turistica.
E' elegante, autoritario, impettito, ordinato...imperiale...vasto: 250km2 di superficie increspata, aguzza, tagliente e delimitata da facciate verticali alte 50-55 metri che affondano a picco e senza pieta' nel lago argentino.

(il maggiore bacino d'acqua naturale del paese)

.......sterminato......impressionante......

Una luce delicata e soffice avvolge e rischiara il paesaggio...siamo solo noi e Lui.
Il ghiacciaio e' rumoroso....c'e' un continuo processo di frantumazione interna a causa dell'escursione termica che puo' arrivare a diventare una spettacolare e fragorosa spaccatura di un costone dentro il lago.
(sono riuscito con santa pazienza e tanto freddo a catturarne un piccolo esempio)

Tutto questo crepitare aggiunge un'inaspettata ma lieta dimensione sonora al perito moreno...davvero unico.
Sulla via del ritorno simpatico pic nic natalizio con tanto di champagne degustato in ottime vaschette di yogurt conservate dalla colazione.
Triste separazione da Bernie, Polly e Steph...imprevisti quanto eccezionali compagni di viaggio nell'ultima patagonica settimana.e ora....terra del fuoco ed estremo sud.

PS
indimenticabile la risata compulsiva con Bernie nel citare scene di "Life of Brian" dei monty python

folla adulante: "tu sei il Messia!!"
presunto messia: "ma NO...io NON sono sto cazzo di Messia!!"
folla adulante: "solo il vero Messia negherebbe di essere il Messia!!"
e cosi' via...

PPS
avete mai provato lo slacklining?
Be'...Bernie aveva tutto l'occorrente ed e' stata un'esperienza anche quella...provare per credere!