sabato 3 gennaio 2009

El Final

El final
Il ritorno a B.Aires e' ottimo: finalmente caldo, anche se di un sole un po' incerto, e un'atmosfera sorprendentemente familiare mi danno il bentornato.
El Sol De San Telmo
Solita suite 3x3 con la variante ventilatore al posto del poster degli INTOXICADOS...meno cool ma certamente piu' funzionale.
Purtroppo non riesco a combinare la serata con gli amici di Mendoza e mi ritrovo cosi' a chiudere il tutto come era iniziato: da solo, e forse e' giusto cosi'.
Mi dirigo verso il cuore di S.Telmo e vengo attirato dentro un locale dove suonano dal vivo "Im free" dei Rolling Stones.
Ceno in un tavolino appartato assistendo tanto al concerto quanto al progressivo affollarsi della sala.
Non si gira piu'
...tick tack...le lancette corrono e io voglio andare in piazza a vedere i botti (come i bimbi).
Faccio diversi cenni al cameriere che pero' sembra scambiarli per un saluto e non fa che contraccambiare gentilmente.
Gli mimo il gesto del conto (cioe' fingo di scrivere qcs su un immaginario taccuino), ma niente...incasso solo un altro ciao.
Arrivo a intimargli di venire al tavolo e per tutta risposta ottengo un doppio pollice alzato e un sorriso alla Arthur Fonzarelli.
Ok, mi alzo e, piano piano, attraverso il locale, lascio una buona mancia alla band, esco e vado via...e grazie per la cena.
Sul viale 9 de Julio, davanti all'immenso bianco obelisco, una piccola folla di persone brinda, balla, fa la pipi', fuma, ride, si diverte, o cosi' pare.
La pratica botti e' demandata ad un gruppo di cinesi i quali, in perfetto stile mandarino, riescono a fare un gran casino.
Gli parte e gli esplode di tutto da tutte le parti...mi allontano allarmato.
A pochi metri, all'interno dell'hotel international, si sta celebrando la festa della Parigi Dakar - Argentina / Cile.
Chiedo spiegazioni per essere sicuro...si', si'...si chiama proprio cosi' ma si svolge in sud America.
Faccio presente che il nome Parigi Dakar ha origine semplicemente combinando i nomi della citta' di partenza con quello di arrivo e chiedo come mai non si possa fare lo stesso per la versione Argentina / Cile...vengo allontanato.
Sulla via del ritorno, attraversando un portico in piazza 25 de Mayo, vedo una vecchia curva stappare una bottiglia, abbracciarsi e scambiarsi gli auguri con un uomo dall'eta' indefinibile.
Mezzanotte e' passata da parecchio, ma loro forse non lo sanno...dormono e vivono in cartoni poco distanti e qualche coperta e' grossomodo quello che hanno.
Mi avvicino e un po' imbarazzato gli lascio l'equivalente della cena, mancia compresa.
Loro mi guardano, mi chiamano caballero mi fanno dei gesti...io mi volto mentre mi allontano , li guardo e non trovo niente di piu' intelligente da fare che alzare i pollici e sorridere come Arthur Fonzarelli.
Buon Anno, si torna a casa.

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