sabato 3 gennaio 2009

Il Fitz Roy

Il Fitz Roy

E' una delle catene montuose piu' spettacolari esistenti al mondo...ed e' malvagio: ha ucciso molti alpinisti.
Tranquilli, io e austria ci avvicineremo solo ai suoi ghiacciai senza osare andare oltre.

Abbiamo grinta ma non siamo mica scemi.
E' granitico, spettacolare, verticale, spesso nascosto dalle nuvole....si dice che in cima ci siano continui e improvvisi capovolgimenti climatici.

Arriviamo agevolmente al camping in quota, montiamo la tenda e partiamo per il ghiacciaio.
Nella prima parte si alternano tratti piu' coperti tra i boschi e tratti piu' esposti alle interperie del tempo, che oggi decisamente non ci vuole bene.
E' durissima, specie l'ascesa finale in forte pendenza lungo un crinale mezzo franato poco amichevole, ma arrivati finalmente in cima ne vale la pena....lo spettacolo e' maestoso e fiabesco.
L'immenso e austero Fitz Roy si staglia davanti a noi, un ghiacciaio bianco con scaglie bluette ricopre la roccia granitica fin quasi sul placido lago che si apre ai piedi del monte sovrastante....di un blu purissimo.
Siamo a 20 metri dal ghiacciaio.
Costeggiando il lago scopriamo un canyon profondissimo sul cui fondo giace un bacino di un azzurro perfetto.


....qui hanno inventato il colore blu.
Nuvole avvolgono il Fitz, vento freddo, leggera pioggia, silenzio....sulla via del ritorno un immenso arcobaleno di 180gradi ci saluta.

....mi commuovo.


il 2· giorno

si costeggia il rio blanco per poi deviare tra un percorso che si snoda attraverso una irregolare distesa di massi attraverso cui scorre un secondo fiume.
Dopo un po' di fatica si arriva al lago de las piedras blancas, grigio e denso.
L'omonimo ghiacciaio, aguzzo e irregolare, si sporge immenso sopra il lago come fosse indeciso se staccarsi dalla montagna e tuffarsi nel lago.


E' incredibile l'effetto scenografico di questi ghiacciai: spaccano la montagna in due come se un pittore si fosse dilettato a colorare determinate e ben delimitate parti, lasciando inalterato tutto il resto.
La giornata si chiude con quasi 30km di trekking, una spaghettata by Australia (Polly & Steph), tonno e pomodoro in tenda, molte pagine di "Shanghai Baby" e Cavalleria Rusticana di Mascagni in MP3
...buonanotte

il 3· giorno
il tempo e' brutto, piove, fa freddo e indoinate un po'...si', tira un gran vento.
Optiamo per un giro leggero e abbandoniamo l'idea di un'altra notte in tenda (io non mi oppongo).
Il ritorno al El Chalten mi sembra epico...e' stupido lo so...ma cavolo, mi sento come se lo fosse e non posso negarlo.
Sono a pezzi, ho la barba lunga (da bravo avventuriero ma imbarazzante come il ballo del caldi), le gambe tremolanti, i piedi gonfi, sete, voglia di un bagno caldo...ma felice.
Con immensa gioia scopro che il bancomat e' tornato a funzionare: nonostante tutto sono legato a doppio filo al vil denaro.
Parentesi...quando ho reso Berny partecipe del mio problema finanziario (bancomat fuori uso e pochissimi contanti) lui semplicemente mi ha detto di stare sereno che in caso di vera urgenza me li avrebbe prestati lui e in qualche modo glieli avrei fatti avere indietro.
Ecco...mi piace pensare che io avrei fatto la stessa cosa per un semisconosciuto maestro di sci / rafting...e mi vergogno nel sapere che la risposta non sarebbe scontata.
Ci rimuginero' sopra sostenendo il ferreo sguardo del ghiacciaio piu' famoso del mondo a Calafate: il Perito Moreno...nel giorno di Natale.

Auguri

Nessun commento: