venerdì 12 giugno 2009

Installazione condominiale buchette della posta

Operaio A "sei sicuro che così sono centrato?"

Operaio B "sì, ti dico di sì"

Operaio A "allora vado?"

Operaio B "vai vai, è perfettamente al centro"

Operaio A "ok, vado!"


ottimo lavoro ragazzi
(taipei)

Intuito

2 minuti all'imbarco...

...mmhh...che abbiano cambiato il gate?

giovedì 11 giugno 2009

mercoledì 10 giugno 2009

Cazzo non trovo più lo scooter...


....eppure son sicuro di averlo parcheggiato qui

(taipei)

martedì 9 giugno 2009

Les Suites Taipei

"Dear mr.Lollini,

WELCOME BACK"

vabbè....allora ditelo

domenica 7 giugno 2009

Sentosa Island (Singapore)

E Sentosa di qua e Sentosa di là, e che figa che è Sentosa, e che sfigato che non sei ancora stato a Sentosa, e che culo che hai a passare il week end a Singapore che te ne puoi andare a Sentosa....etc. etc.
Oh, e che cazzo ci sarà mai a Sentosa?
Andiamoci
Innanzi tutto decido per la cable car (arrivarci dall'alto immagino sia una figata pazzesca).
Bene, i lavori per il prossimo casinò danno il benvenuto...ma per fortuna non rovinano molto il paesaggio, sono giusto giusto due scavi in croce.

roba da soddisfare la curiosità di tutti gli anziani del mondo.
Comunque, passato il cantiere tutto rientra nella norma ed effettivamente Sentosa riacquista punti.


Inoltre, come promessomi dai vari abitanti di Singapore, c'è anche un sacco di patata.

Perfetto, ora mi rimangono da vedere solo le spiagge, la vera chicca dell'isola.
Palme, sabbia, acqua cristallina....


...che posti meravigliosi.

L'importante è non guardarsi troppo intorno....che poi finisce che l'incantesimo si spezza e quei simpatici puntini neri che si intravedevano appena poco prima assumono le fattezze di centinaia di navi cargo in attesa di entrare in uno dei porti commerciali più grandi del mondo.

X

E' già buio inoltrato quando deviamo dalla strada principale per imboccare il viale.
Il fondo si fa d'un tratto sconnesso e più accidentato. Esitiamo un istante, quasi come un involontario segnale di allarme, ma dopo breve riprendiamo spediti la marcia come se nulla fosse.
C'è aria calda, è umido e una forte sensazione di pesantezza. Sembra sempre di essere in affanno, come se si fosse inseguiti da qualcuno, o qualcosa.
Una vaga ma persistente ansia accompagna il respiro.
Leggeri veli di nebbia avvolgono il tutto, nascondendo le forme reali per disegnarne nuovi immaginari contorni.
C'è un lago, sappiamo per certo della sua esistenza, ma non si riesce a distinguerlo da nessuna parte. Dopo breve fingiamo di sentirne i placidi rumori e ci inganniamo con falsi scorci che giuriamo di avere visto.
Le nostre menti sono credo alla disperata ricerca di un appiglio per contrastare il posto dove ci troviamo. Un paesaggio che è via via diventato un non luogo, senza tempo, senza alcunchè di reale.
Questo è l'inconfondibile segnale che delimita il regno dell'imperatore. Stiamo entrando, ne siamo certi.
Siamo dentro
Spazi infiniti, deserti, silenziosi. Eleganti e impeccabili, eppure spettrali.
Ci disperdiamo per ritrovarci dopo un lasso di tempo indefinibile davanti ad un suntuoso banchetto.
Siamo affamati e crollano facilmente tutte le barriere tra noi, la nostra parte razionale e questo luogo misterioso.
Ci abbuffiamo di questo cibo divino mentre un tenue odore di mela lentamente ma implacabile si diffonde per la sala.
Inebriati dal vino e sazi ben oltre la soglia del lecito ci sentiamo esausti, sfiniti, vicini al collasso.
Nessuno parla, nessuno osa infrangere questo silenzio che ci ha accolto quasi fosse lui il padrone di casa e l'ospite responsabile del nostro gozzovigliare.
L'odore di mela è sempre più forte, lo avvertiamo distintamente, ma non commentiamo.
E poi, d'improvviso, un rumore assordante, uno screpitare fortissimo di zoccoli, quasi un ruggito che sembra bucare i timpani.
Non capiamo da dove possa provenire, non riusciamo più a respirare.
I miei occhi incontrano solo sguardi atterriti e mi chiedo per un istante come sia il mio medesimo.
Vorrei urlare ma non riesco a capire se lo stia già facendo o meno, non mi sento, non riesco a prevaricare il rombo che mi inonda ormai la testa senza tregua.
Credo di essermi accasciato per terra, sto morendo, ne sono sicuro.
Ho gli occhi semiaperti, la vista appannata, sono ormai sordo e incapace di respirare, eppure avverto ancora un odore di mela fortissimo.
Voglio solo morire, non ho più forze, non riesco più a lottare, ma un qualcosa mi spinge ad aprire gli occhi un'ultima volta.
Uno sforzo sovrumano.
Attraverso una patina sfocata intravedo 5 bighe rosse che lacerano lo spazio e attraversano la sala.
Su una di queste mi pare di scorgere una figura, avvolta però nell'ombra.
Non è possibile.
Eppure, eppure ne sono convinto.
Era lui.

"Route 14"...now you're doomed


PS: provate voi a trovare delle scarpe da arrampicata in un continente in cui quando dici "45" ti rispondono che non vogliono sapere la temperatura all'ombra, ma che numero porti

Segnale evidente di un livello qualitativo di vita pessimo