sabato 19 dicembre 2009

007

L'atterraggio a Narita è soffice come la neve appena caduta; l'impatto con la pista leggerissimo, quasi impercettibile.
Siamo in perfetto orario.
In cabina tutti rimangono diligentemente seduti ai loro posti: nessuno urla, nessuno applaude, nessuno una volta tanto rutta.
Un sottofondo di musica classica culla il pedante tragitto del veivolo verso il gate.
Mancano tanto le suonerie dei cellulari che si svegliano dopo il volo quanto i galeotti rumori delle cinture di sicurezza che si slacciano prima del tempo.
I soliti richiami delle hostess verso i passeggeri smaniosi di riabbracciare il proprio bagaglio a mano lasciano il posto ad una armoniosa ninna nanna che musicalmente ci dà il benvenuto insieme a qualche informazione circa il tempo, il clima, le principali connessioni.
siamo in giappone, non per niente.

Dopo pochi minuti di ordinate procedure mi ritrovo in cammino verso il ritiro bagagli dove ho giusto il tempo di essere sconcertato, ancora una volta, dalla rapidità ed efficienza dei servizi nipponici.
Raccolgo la mia valigia semirigida delsey nera e con lei mi avvio alla dogana.
Mentre aspetto paziente il mio turno ripenso all'improbabile regalo di natale ricevuto a taipei.
Uno strano aggeggio legato al mondo del vino dal funzionamento ignoto, tanto a me quanto a chi lo ha scelto, elegantemente adagiato all'interno di un bel cofanetto di legno.
Forse bello, probabilmente inutile, certamente somigliante in modo inquitetante ad una letale arma da agente segreto.
Uno strumento discreto, silenzioso, infallibile portatore di morte.

"Mi chiamo Bond....James, Bond"

Evidentemente il mio sguardo tradisce qualcosa perchè l'agente che mi tocca in sorte sembra stranamente eccitato nel trovarsi davanti questo alto "gaigin" e inizia dalla pagina 2 del manuale del perfetto ispettore doganale.

Fase 1: l'interrogatorio
Dopo una decina di sapienti domande si delinea il seguente profilo.

"il soggetto ha un passaporto italiano, ma dichiara di vivere a hong kong dove però manca da oltre un mese. Negli ultimi 7 giorni è stato a singapore, indonesia, taiwan, e ora in giappone. Il passaporto è praticamente nuovo e interrogato sulla natura del proprio business ha prodotto un racconto confuso e disarticolato tratteggiando un organigramma decisamente illogico popolato da vicepresident, director, senior director, fantomatiche divisioni, business unit...nulla di credibile"

Sono ufficialmente considerato un sospetto.

Fase 2: Ispezione bagaglio
Non sarebbe di per sè un grosso problema, se non avessi momentaneamente perso la chiave del lucchetto che chiude i preziosi segreti della mia delsey semirigida nera.
Mi rendo conto di non essere troppo credibile e riesco a palpare, quasi a toccare, il livello di ansia che cresce sempre più nel mio provetto ispettore zenigata...un misto tra paura ed eccitazione.
Per fortuna trovo la chiave sventando così un sicuro intervento delle teste di cuoio giapponesi.
Apro la valigia sicuro di me e sovrintendo con sorriso beffardo la sua meticolosa indagine.
Improvvisamente perdo il sorriso: ha addocchiato un bel cofanetto di legno di cui mi chiede spiegazioni.

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Chissà se anche nel mestiere di agente segreto capitano i giorni storti...

1 commento:

Anonimo ha detto...

you should take a photo with you holding that killing device with the most famous 007 posture. POST IT!