Ivàn aveva di terribile solo le posizioni in cui era capace di addormentarsi: sembrava quasi essere in possesso di un magico interruttore per la disattivazione istantanea della colonna vertebrale.
La cosa più incredibile era che al risveglio non ne sembrava affatto turbato, come se dormisse in quei modi strampalati sin dalla nascita.
Ivàn dicevamo……. ingegnere ucraino di 30 anni, da 5 marito di una moglie che gli rimprovera di non dedicarle abbastanza tempo per promuoverla al ruolo di mamma.
Ivàn, comunque sia, si è presentato scoprendo con orrore di aver vinto alla lotteria del check-in il posto di finestrino nella serie laterale da 3 sedili. Una volta presa coscienza delle 12 ore che lo attendevano ha furbescamente tentato un disperato quanto improbabile baratto con il possessore dell’agognato posto corridoio (un italiano alto, di mezza età, fondamentalmente magro ma con quella caratteristica panza raccolta e concentrata tutta intorno l’ombelico).
Il fallimento dei negoziati italo-ucraini è stato dovuto in gran parte alla debolissima scusa accampata dal 30enne ingegnere: Il posto di corridoio in un volo intercontinentale di 12 ore in classe economica è cosa seria e non è certo con un “E’ che ho bevuto fino ad un minuto fa decine di birre, quindi prevedo di dover andare in bagno spesso” che puoi pensare di conquistartelo.
Il fronte italiano ha valutato rapidamente quanto nel piatto delle trattative e ha saggiamente risposto tirando in ballo il classico problema fisico (inesistente, ma altrettanto inattaccabile): “I’ve a problem with my leg”.
In realtà l’unico problema di leg che aveva quel tipo, come ho potuto constatare, era di dormire con le sue lunghissime gambe piegate e irragionevolmente divaricate con il risultato di creare continui disagi ai i pendolari del corridoio e di intrappolare me in una terribile morsa: stretto com’ero tra il suo ginocchio ed un essere privo di spina dorsale che poteva per di più pisciarsi addosso 10 birre da un momento all’altro.
Parlando con Ivàn ho poi capito meglio a cosa si riferisse sua moglie sul tema bambini: lui lavora da 5 anni su una nave cargo commerciale lunga più di 200 metri (possibile ?) con altri 18 marinai che collega Hong Kong a Giappone, Singapore per arrivare poi fino in Brasile passando per il Sud Africa.
Risultato: passa 8 mesi all’anno in nave e 2 giorni in pullman per fare Odessa (casa sua) - Francoforte (a causa anche di una misteriosa coincidenza a Kiev) più 1 o 2 giorni in aereo per 2 volte all’anno……fate pure 8 mesi e mezzo.
Penso che ognuno di noi si possa immaginare il divertimento di un tale lavoro e lo stesso Ivàn ha ammesso che, anche se giri il mondo, non è esattamente emozionante come fare l’agente segreto. Nonostante tutto una volta raggiunto il Brasile ammette che si trova il tempo di..….. diciamo di .....vabbè, sono poi affari suoi.
Alla mia domanda se fosse mai stato nel nostro paese Ivàn mi ha risposto di sì e di essere stato a Ravenna e Trieste….inizialmente ho pensato che fosse una cosa interessante che qualcuno potesse scoprire città belle anche se secondarie come quelle, ma dopo poco ho capito come ero stato ingenuo: era ovvio che di quelle città lui conoscesse quasi solo il porto.
Improvvisamente preso da un ineluttabile attacco di magnanimità, gli ho proposto di prendersi una vacanza nel nostro Paese, magari a Venezia. Il posto ideale: città favolosa e romantica, dove avrebbe potuto trovare il tempo di far felice finalmente la moglie stando perfino vicino al suo tanto amato mare.
Stavo ancora sognando ad occhi aperti, entusiasta di poter contribuire a rafforzare questa bellissima storia d’amore quando mi è arrivata addosso la sua risposta, dura come un macigno….. ”Sì bè…..Venezia……a me forse ispira di più Porto Marghera”……colpito e affondato.
La cosa più incredibile era che al risveglio non ne sembrava affatto turbato, come se dormisse in quei modi strampalati sin dalla nascita.
Ivàn dicevamo……. ingegnere ucraino di 30 anni, da 5 marito di una moglie che gli rimprovera di non dedicarle abbastanza tempo per promuoverla al ruolo di mamma.
Ivàn, comunque sia, si è presentato scoprendo con orrore di aver vinto alla lotteria del check-in il posto di finestrino nella serie laterale da 3 sedili. Una volta presa coscienza delle 12 ore che lo attendevano ha furbescamente tentato un disperato quanto improbabile baratto con il possessore dell’agognato posto corridoio (un italiano alto, di mezza età, fondamentalmente magro ma con quella caratteristica panza raccolta e concentrata tutta intorno l’ombelico).
Il fallimento dei negoziati italo-ucraini è stato dovuto in gran parte alla debolissima scusa accampata dal 30enne ingegnere: Il posto di corridoio in un volo intercontinentale di 12 ore in classe economica è cosa seria e non è certo con un “E’ che ho bevuto fino ad un minuto fa decine di birre, quindi prevedo di dover andare in bagno spesso” che puoi pensare di conquistartelo.
Il fronte italiano ha valutato rapidamente quanto nel piatto delle trattative e ha saggiamente risposto tirando in ballo il classico problema fisico (inesistente, ma altrettanto inattaccabile): “I’ve a problem with my leg”.
In realtà l’unico problema di leg che aveva quel tipo, come ho potuto constatare, era di dormire con le sue lunghissime gambe piegate e irragionevolmente divaricate con il risultato di creare continui disagi ai i pendolari del corridoio e di intrappolare me in una terribile morsa: stretto com’ero tra il suo ginocchio ed un essere privo di spina dorsale che poteva per di più pisciarsi addosso 10 birre da un momento all’altro.
Parlando con Ivàn ho poi capito meglio a cosa si riferisse sua moglie sul tema bambini: lui lavora da 5 anni su una nave cargo commerciale lunga più di 200 metri (possibile ?) con altri 18 marinai che collega Hong Kong a Giappone, Singapore per arrivare poi fino in Brasile passando per il Sud Africa.
Risultato: passa 8 mesi all’anno in nave e 2 giorni in pullman per fare Odessa (casa sua) - Francoforte (a causa anche di una misteriosa coincidenza a Kiev) più 1 o 2 giorni in aereo per 2 volte all’anno……fate pure 8 mesi e mezzo.
Penso che ognuno di noi si possa immaginare il divertimento di un tale lavoro e lo stesso Ivàn ha ammesso che, anche se giri il mondo, non è esattamente emozionante come fare l’agente segreto. Nonostante tutto una volta raggiunto il Brasile ammette che si trova il tempo di..….. diciamo di .....vabbè, sono poi affari suoi.
Alla mia domanda se fosse mai stato nel nostro paese Ivàn mi ha risposto di sì e di essere stato a Ravenna e Trieste….inizialmente ho pensato che fosse una cosa interessante che qualcuno potesse scoprire città belle anche se secondarie come quelle, ma dopo poco ho capito come ero stato ingenuo: era ovvio che di quelle città lui conoscesse quasi solo il porto.
Improvvisamente preso da un ineluttabile attacco di magnanimità, gli ho proposto di prendersi una vacanza nel nostro Paese, magari a Venezia. Il posto ideale: città favolosa e romantica, dove avrebbe potuto trovare il tempo di far felice finalmente la moglie stando perfino vicino al suo tanto amato mare.
Stavo ancora sognando ad occhi aperti, entusiasta di poter contribuire a rafforzare questa bellissima storia d’amore quando mi è arrivata addosso la sua risposta, dura come un macigno….. ”Sì bè…..Venezia……a me forse ispira di più Porto Marghera”……colpito e affondato.
Ivàn....mavvaccagare.
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